Alessi

La Alessi è una di quelle aziende che incarnano perfettamente un tipico fenomeno della cultura industriale italiana, ossia quello Fabbriche del Design Italiano. La mia famiglia è radicata sul Lago d’Orta da tempo immemorabile. Le origini si rintracciano più precisamente in una valle stretta e povera delle Alpi italiane, vicina alla Svizzera, la Valle Strona, dove ancora oggi sopravvive l’antica tradizione della produzione artigianale di oggetti di legno e metallo.
Nella Alessi il design, così come lo si intende oggi, è incominciato con mio padre Carlo, che ha messo a frutto la propria formazione di disegnatore industriale creando quasi tutti i prodotti entrati nei nostri cataloghi tra il 1935 e il 1945.
Negli anni ‘50, mio padre ha preso il posto di suo padre Giovanni (fondatore dell’azienda nel 1921) in veste di direttore generale, abbandonando completamente l’attività di designer e incominciando ad avvalersi della collaborazione di designer esterni, secondo la pratica che sarebbe diventata tipica di tutte le ‘Fabbriche del design italiano’.
Ancora oggi, la Alessi continua a essere sinonimo di oggetti d’artigianato realizzati con l’aiuto delle macchine: in altre parole, anche se la tecnologia, gli strumenti di lavoro sono contemporanei e industriali, la pratica profonda di lavoro – quella che io credo fermamente vada continuamente difesa – il cuore della Alessi, è rimasto invece artigianale.
Quando parlo delle “Fabbriche del design italiano”, mi riferisco quindi a un gruppo di industrie per le quali il design è una Missione, un’attività che ha gradualmente infranto il suo significato originario di semplice progetto formale di un oggetto, divenendo una disciplina creativa globale, una “Weltanschauung” che pervade ogni singolo passo di queste imprese: noi crediamo che la nostra vera natura si avvicina di più a quella di un “laboratorio di ricerca nelle arti applicate” che a un’industria nel senso tradizionale del termine.
Un laboratorio di ricerca, il ruolo del quale è di mediare continuamente tra le più avanzate e stimolanti espressioni della creatività culturale internazionale da una parte e i bisogni e i sogni del pubblico dall’altra.
Questo è, a nostro avviso, il giusto tipo di contributo che una industria come la Alessi può dare alla crescita civile della società dei consumi: cercare di creare nuovi oggetti che portino in sé un briciolo di trascendenza, che sappiano aiutarci a decifrare la nostra modernità.